Excel: il tool N°1 per AdWords (escluso il cervello)

Mi è venuto il trip della formattazione condizionale! Tra un po’ la applicherò anche alla lista della spesa 😉 Il problema è che Excel per me è un mistero imperscrutabile, quindi, armata di buona lena e buoni propositi, mi sono messa a guardare tutti i video “how to” su youtube.

Mentre guardavo i video più impensabili, l’ordine dei pensieri è stato più o meno questo:

  1. odio excel (oltre che le slide): quando ci sono più di 3 righe e 5 colonne la mia miopia di manifesta in tutta la sua devastante forza
  2. ho account (AdWords) attivi da diverso tempo
  3. vuoi che nel corso degli anni/mesi sia cambiato il comportamento di ricerca/conversione?  Vuoi che il comportamento cambi in base alla stagione?
  4. vediamo se ho capito come funziona la formattazione condizionale.

Entro nell’account e dalla tab dimensioni esporto il report per fascia oraria, segmentato per mese: 14 colonne e 195 righe. Aiuto! (il periodo che ho selezionato è nov 13 – giu 14). Il lato positivo è che ho una quantità significativa di dati.

mesi

Il numero di transazioni segue una stagionalità prevedibile:

a dicembre ci sono i regali di Natale, a gennaio ci sono i ritardatari 😉 e a maggio, beh… è periodo di matrimoni, cresime e comunioni, e si tratta di un regalo tipico.

Sarebbe interessante verificare se a maggio le transazioni aumentano nelle regioni del sud (conosciamo tutti queste feste meridional-style).

Curiosamente però, a dicembre, il mese dei regali in cui c’è stato il picco di transazioni, queste hanno anche l’AOV (valore medio dell’ordine) più basso. A giugno invece (stiamo parlando solo di 5 giorni, ecco il motivo di un numero così basso di conversioni) il valore medio dell’ordine è molto più alto della media.

oraSegmentando le conversioni per ora, troviamo un andamento prevedibile: di notte le genti dormono e in ufficio fanno acquisti ;). Non è una novità: l’account è lo stesso di quello che avevo usato per questo post.

 

ora-lim

Tornando alla nostra pivot ed escludendo gli orari in cui il numero di conversioni non è significativo (diciamo sotto le 100), troviamo che le 18 sono un orario spettacolare per questo e-commerce:

  • tasso di conversione più alto (0,94% vs. 0,81% in media)
  • Costo per conversione più basso (CPA) 26,43€ vs. 30,73€ in media
  • Valore medio dell’ordine più alto (AOV) 564,47€ vs. 522,89€ in media

Al contrario le 19 e le 20 sono un orario da morte nera! E me ne accorgo subito perché la formattazione condizionale a questi due orari ha applicato il colore rosso per tutte le metriche, mentre le sei del pomeriggio erano verdi in tutte le celle ;). Capisco subito anche io che sono mezza cieca.

Ma è sempre andata così? Se filtro solo per le 18 ecco cosa trovo

18

A dicembre le 18 erano un orario fantastico sia per il tasso di conversione che per il loro numero assoluto anche se il valore medio dell’ordine abbassava il margine di guadagno (con margine qui sto intendendo solo i costi in clic e il fatturato). A giugno invece il tasso di conversione è mostrusamente basso al contrario di quanto accadeva solo 30 giorni prima.

Una nuova missione adesso mi si impone… scoprire cosa fanno le genti alle 18 invece di comprare in questo e-commerce!

La morale è sempre quella: fai merenda con Rossella! Ma a parte questo… decidere solo sulla base dei dati medi, ci porterà a decisioni sbagliate! Se sull’onda dell’entusiasmo per l’effetto “ore 18” avessi alzato le offerte CPC e avessi pompato le campagne come se non ci fosse un domani… cosa sarebbe successo?? Probabilmente una catastrofe.

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