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L’Attenzione Selettiva e la Modella che Passeggia Nuda

modellaIeri tutti i telegiornali hanno riportato la notizia della tizia che girava nuda, vestita solo di body painting e nessuno (per la verità qualcuno c’era) se ne accorgeva. Stiamo parlando di una modella eh… può darsi che tutti gli uomini fossero diventati omosessuali per un giorno e che tutte le donne in quella via non provassero almeno un po’ di sana invidia?

Al di là del fatto che i body painter possano essere considerati degli artisti, la spiegazione di questa notizia è semplice, e quelle capre di giornalisti avrebbero anche potuto citarla. Partiamo dall’euristica della disponibilità (la probabilità di un evento è proporzionale alla facilità con cui l’evento è “richiamato” in memoria), E non è che uno vada in giro e ogni giorno veda una modella che cammina nuda ;).

Cos’è l’attenzione?

E’ un processo cognitivo che ci permette di selezionare alcune informazioni ignorandone altre. Il grado di attenzione dipende dal livello di attivazione dell’organismo che a sua volta è funzione sia delle condizioni interne di chi deve prestare attenzione, sia dell’intensità degli stimoli. Ora però c’è un problema: c’è un limite al numero di informazioni che l’uomo può elaborare contemporaneamente. Avete presente l’effetto stroop? In pratica: si impiega più tempo e si fanno più errori quando si devono elaborare informazioni contrastanti, ovvero quando c’è un’interferenza. 

Quindi come si fa? Ricordate i pensieri lenti e quelli veloci di Kahneman? Il principio è lo stesso: selezioniamo alcune informazioni e ne facciamo decadere altre, è l’effetto cocktail party (Cherry): in pratica focalizziamo l’attenzione su uno stimolo, filtrando tutti gli altri “disturbanti”, in pratica, la nostra è un’attenzione selettiva che ci fa concentrare su un evento focalizzandoci sulle informazioni rilevanti per l’azione da svolgere. In pratica, ci concentriamo sulla tizia che cammina per non andarci a sbattere, tralasciando il fatto che sia nuda.

Non ci credete? Allora provate a guardare questo…

Cosa c’entra tutto questo con il fucsia blog?

Il fucsia blog parla di AdWords, ma AdWords è come la Pirelli: la potenza è nulla senza il controllo. E il controllo è il sito di destinazione.

Se il sito in questione favorisce un apprendimento rapido e univoco, possiamo rivolgere la nostra attenzione (di utenti) solo all’attività che vogliamo svolgere (per esempio… comprare), in caso contrario, saremmo distratti da tutti gli altri elementi. Ricordare l’effetto stroop?

L’attenzione selettiva è influenzata da due elementi che a loro volta si ripercuotono sull’apprendimento di “come si usa il sito”: l’organizzazione/strutturazione delle informazioni e la facilità per l’utente di raggiungere i propri obiettivi. Va da sè che la facilità sarà tanto più… facile quanto più non si materializzano eventi distraenti e inaspettati. (per esempio: se clicco il bottone compra ora mi aspetto di comprare e non di arrivare alla pagina di registrazione). Un’altra considerazione da fare riguarda il ruolo delle abitudini: qualsiasi cosa che viene ripetuta nel tempo diventa automatica: non ci prestiamo più attenzione e possiamo compiere più cose contemporaneamente. In questi casi, l’attenzione sarà rivolta solo all’attività non automatica. Quindi… se da un lato è essenziale che il sito favorisca degli automatismi, è essenziale che non provochi degli automatismi sbagliati 😉 … le famose cattive abitudini.

Avete notato come in Amazon, la navigazione sia (il più delle volte) fluida? Senza distrazioni e a prova di “abitudine”?