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3 principi psicologici che devi testare nel 2016

In attesa delle mirabolanti novità che mi aspetteranno nel 2016 mi son seduta in quel che resta della mia futura ex-casa e ho aperto il pannello WordPress. Ero partita pensando di scrivere i “7 principi psicologici che faranno impennare le tue vendite online nel 2016”, ma poi mi faceva troppo venditore di pentole. Mi limito ai 3 principi psicologici che potrai mettere alla prova nel tuo sito nel 2016 (ma anche prima).

La Riprova Sociale

La Riprova Sociale è il fenomeno per cui tendiamo ad affidarci al giudizio degli altri quando dobbiamo prendere una decisione. Il famoso effetto carrozzone.

GetResponse per esempio usa la headline per dire che è il servizio di e-mail marketing più facile al mondo e usa la sub-headline per rinforzare il concetto: ci sono 350.000 clienti felici in 182 paesi e più di un miliardo di iscritti al mese.get-response-social-proof

 

Se ci sono già 350 mila clienti soddisfatti, sarò io l’unica scema a cui qualcosa andrà storto?

Groupon invece, per ogni deal mostra un doppio elemento di riprova: la percentuale di utenti che consigliano l’offerta e quante volte il deal è stato acquistato (non saranno mica tutti scemi i più di 90 che hanno già acquistato, no?)groupon

 

In tutti questi esempi viene usata la riprova sociale generata dal gruppo dei pari, cioè i clienti come noi. Oltre ai pari possiamo usare dei testimonial autorevoli?

hotjar-riprova-sociale

HotJar riporta le recensioni dei suoi clienti. Sarà che io sono innamorata di Aagaard, ma credo proprio che il suo possa essere considerato un parere autorevole…. E se lo dice lui ci credo ;). E la recensione è proprio sua perché c’è sia la “fotina” che usa anche nei social sia il logo della società per cui lavora. Diamine, fa il conversion optimizer (e gli altri gli UX designer/manager), Hotjar serve proprio a quello. Vuoi che non mi possa fidare?

L’avversione alla perdita

Riassumo in parole povere l’avversione alla perdita: la motivazione a evitare una perdita è maggiore della motivazione a realizzare un guadagno della stessa entità

bookingCome vediamo dall’esempio di Booking.com, l’avversione alla perdita è strettamente collegata al concetto di urgenza e scarsità. Posso andare in vacanza all’Hotel Dolomiti, ma devo scegliere subito la mia camera preferita perché

  • le camere disponibili probabilmente termineranno nelle prossime 8 ore (non “fra un po’”, ma fra 8 ore. La scadenza dell’affare del secolo è concreto)
  • qualcuno ha appena prenotato (riprova sociale)
  • solo una camera rimasta sul sito (scarsità)

Scusate, devo correre a scegliere la mia camera preferita 😉

Un altro esempio di avversione alla perdita /scarsità / urgenza è quello di Ollo che in pagina categoria evidenzia la scadenza dell’offerta (urgenza) e i pezzi ancora disponibili (scarsità)

ollo-avversione-perdita

L’Ancoraggio

Vi ricordate come Steve Jobs presentò l’iPad? Spiegò le caratteristiche del nuovo dispositivo e disse al pubblico che un team di esperti lo avrebbe valutato almeno 999$. Subito dopo avere creato l’ancora ai 999$, Jobs annunciò il prezzo di vendita: 499$. Un affarone rispetto al valore attribuito dagli esperti. Ce lo perdiamo? Jobs però si spinse oltre: non nominò mai il termine “notebook” perché altrimenti avrebbe creato un’ancora controproducente, ma comparò il prezzo dell’iPad all’aspettativa del valore di un dispositivo con quelle caratteristiche.

Ritorniamo ai nostri esempi e guardiamo cosa fa Amazon

amazonIl buon Jeff crea un’ancora, cioè quella del prezzo consigliato. E’ importante il “consigliato” perché in questo modo si stabilisce una norma: è il prezzo che fanno/dovrebbero proporre tutti. Io però lo abbasso di 50€ e ti do la spedizione gratuita. In più ti dico esattamente quanto risparmi. Da notare anche che il prezzo consigliato e quello finale sono visivamente differenti. Non posso proprio fare a meno di percepire l’affare del secolo, e io mica me lo voglio far sfuggire.

In conclusione

Non vendiamo agli alieni ma alle persone e le persone hanno delle risorse cognitive limitate, per questo si affidano a “scorciatoie mentali” (i bias cognitivi). Impariamo a riconoscerle e usiamole a nostro vantaggio.