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AdWords Non è un Paese per Rintronati

Alle scuole serali per adulti analfabeti (corso AdWords) insegnano che il Quality Score è una metrica importante. Anzi no, non è una metrica, è “la metrica”. E’ qui che inizia la sindrome da Punteggio di Qualità. Non che non sia importante, ma come al solito, considerare una metrica in assoluto e non inserirla in un contesto ci porta a essere i manovali del pay per click e non i super-eroi contro le forze del male (e contro la municipale).

Cos’è il Quality Score? Si compra al mercato?

Il Quality Score -punteggio di qualità- è il criterio che usa Google per dirci quanto la nostra inserzione è utile per l’utente (inserzione – parola chiave – pagina di destinazione). Non è che Google sia diventato un ente di beneficenza che premia (solo) chi è più bravo. Google premia chi è più bravo perché l’utente soddisfatto continuerà a usare Google (e non Bing) e perché l’inserzionista soddisfatto dei contatti ricevuti dal sito continuerà a investire. Tanto più la nostra inserzione è utile, tanto meno ci costerà un clic. 

A cosa serve il Quality Score?

Google usa il quality score per determinare dove verrà pubblicato l’annuncio, secondo la formula:

Ranking = Quality Score * CPC

ranking

 

Tutti ne parlano, non posso non dirlo anch’io

L’annuncio è di ieri oltre a Quality Score e CPC, per calcolare il Ranking Google userà anche l’impatto atteso delle estensioni annuncio

Google lancia il sasso e nasconde la mano, o forse ha solo lanciato il sasso e se ne sbatte della mano. Tra le righe si intuisce un probabile aumento dei CPC “Abbiamo dato più importanza alla posizione dell’annuncio come determinante della visualizzazione delle estensioni” quindi…. se vuoi le estensioni devi aumentare il CPC o il punteggio di qualità (meglio entrambi). Un possibile deterrente per gli inserzionisti che tendono a usare le estensioni “ad cazzum canis”. Le vuoi? E allora cacci la grana. Dall’altro lato però è Google stesso a consigliare di aggiungere le estensioni che abbiano senso per il tipo di attività e per gli obiettivi della campagna. Come dire: se dall’una alle tre vai a pranzo e nessuno risponde al telefono, magari pianifica le estensioni di chiamata in modo che non siano pubblicate in quegli orari.

La mia impressione?

Secondo me l’obiettivo è sia quello di far cassa sia quello di promuovere un uso consapevole delle estensioni. Uso consapevole vuol dire “attivo le estensioni che mi servono, e mi servono perché danno risultati utili agli utenti”. 

Estensioni a parte… prima di pensare alle estensioni, al punteggio di qualità, ad avere il braccino corto sul CPC forse è il caso di partire dal nostro utente-cliente e su di lui costruire campagna, pagina di destinazione e campagna.