Siamo Davvero Ciechi ai Banner?

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La cecità ai banner è un fenomeno che chi si occupa di usabilità e/o web advertising conosce almeno dal 1998, un po’ come dire “dalla notte dei tempi”, quando un tal sig. Benway, dopo un test si inventò il temine “banner blindness” per indicare il fatto che la maggior parte dei soggetti, consciamente o no, ignorava i banner stessi, indipendentemente dalla loro posizione nella pagina. Questo risultato è stato replicato anche da Jakob Nielsen nel 2007. Voglio dire… quanto a usabilità Nielsen non è che sia proprio l’ultimo dei pezzenti! (Se non altro perché lavora con uno dei miei idoli personali: Don Norman).

Le fonti sono autorevoli e io non ho motivo di dubitare, però dal 2007 nel campo della display un po’ di cose sono cambiate, soprattutto con l’introduzione del Remarketing e delle varie forme di Behavioural Targeting.

Ovvio che l’obiettivo non è mettere in dubbio anni di caposaldi di usabilità e di studi molto più scientifici dei miei, quanto invece valutare quali formati di banner hanno successo (o invece no) e fare delle ipotesi in funzione del posizionamento tipico di diversi formati di annunci.

Armata di buona lena ho aggiunto le etichette “formato” ai 652 annunci (e 652 non è un numero così per dire “tanto”) delle varie campagne display del fucsia account, cioè quello da cui prendo spunto per la maggior parte dei post.

Le campagne display sono in realtà campagne di remarketing (statico e dinamico) e campagne display “similar to“.

Il passo successivo è stato quello di andare in dimensioni – visualizza etichette – etichette annuncio. Il vantaggio è quello di accorpare le statistiche dei vari formati per tutte le campagne. Filtro il report mantenendo solo i formati display e il gioco è fatto.

Il risultato degli ultimi 6 mesi è quello della figura qui sotto e non stupirà nessuno 😉

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Quali sono le mie rosservazioni?

Mai più senza il 728×90! Considerando che la maggior parte delle volte questo formato è pubblicato nella “testata“, mi viene proprio da pensare che non è che siamo così ciechi a questo banner. Dall’altro lato però è anche vero che è un formato “potenzialmente cannibale”. Avete visto la differenza nelle metriche rispetto tutti gli altri formati? Forse sarebbe meglio dedicare a questa tipologia di banner una campagna a se stante.

I formati 160×600 e 120×600 sono quelli che hanno il tasso di conversione migliore ma anche la percentuale di conversione in relazione alle impressioni più alta. Questa rosservazione mi potrebbe anche spingere a creare un’altra campagna (a parte) per cercare di “potenziare” le possibilità di pubblicazione.

Conclusione delle conclusioni: se il target dei banner è ben individuato (e spero di averlo fatto), secondo me non siamo mica tanto ciechi, e in secondo luogo… non mi sembra tanto saggio fare delle campagne display buttando tutti i formati di banner , a caso, in un unico gruppo di annunci 😉

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