Sembra talco ma non è serve a darti l’allegria

not-working-button

Ecco, cos’h fatto io mezzo secondo dopo aver letto “not a working button”? Ho cliccato sul not working button. Domandandomi anche perché non succedeva niente. (Questa é la screen-shot del post).

Sono io ritardata? Forse un po’si.

Alle 22:31 di un martedì che mi sembra sabato della prossima settimana, l’ipotesi “per arrivarci mi serve la prolunga” acquista mille punti.

O semplicemente, il mio cervello funziona esattamente come quello di tutto il mondo e lavora secondo il principio del massimo risultato col minimo sforzo: anticipa, concatena, crea associazioni.

Quello che sembrava un bottone contrastava con lo sfondo.

E’ da quando ho acceso un pc per la prima volta che quelle cose che sembrano un bottone e sono fatte come un bottone sono proprio un bottone e come tale sono cliccabili, e portano a un cambiamento del sistema. (come la lucertola di Vulvia)

Certo, c’era scritto che non era un working button, era ben visibile, l’ho letto che non era un button, ma l’anticipazione dell’idea di bottone è stata più forte di tutto il resto, e anzi, quando ho “scoperto” che non succedeva niente, mi son sentita anche un po’ scema.

Sarà mai questa la famosa friction di cui va di moda parlare?

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.