Perché è utile la “fluidità cognitiva al contrario”?

Chi di voi riceve ancora SMS? E con SMS intendo proprio SMS, non messaggi Whatsapp. Non so voi, ma nel mio caso, l’unica persona che mi invia SMS è mia mamma, quindi, quando mi arriva un messaggio c’è una buona probabilità che il mio cervello lo cataloghi come messaggio non richiesto. Può anche essere che sia la promozione migliore che io potrò sottoscrivere in tutta la mia vita, ma partiamo già male: il criterio alla luce del quale interpreto le informazioni successive è quello del pessimismo e fastidio (ma più fastidio).

La premessa era doverosa, giusto per capire il mio stato mentale quando ho ricevuto questo SMS.

PPMA

Ma chi è qusto ppma.it? E perché ha il mio numero di telefono? Ingenuamente pensavo che ppma.it fosse il mittente del messaggio, invece è un acronimo che sta per Privacy Policy Mobile Advertising. Ad ogni modo… clicco sul link per vedere chi diamine è sto PPMA.

PPMA-disiscrizione1

Ora vorrei che ti concentrassi sui tre elementi che ho evidenziato.

  1. Inserisci qui sotto il tuo numero di telefono per visualizzare informative privacy e contatti di riferimento del titolare del trattamento dei tuoi dati. Ok. Se ti ridò il mio numero di telefono (che hai già perché mi hai appena mandato un sms) mi dice chi possiede i miei dati. C’è qualcosa che non torna: ti devo dare qualcosa per sapere chi ha una cosa mia. Si avvicina molto al concetto di “ricatto”. La vedete anche voi l’introduzione del “livello di difficoltà”? Non si sta facendo nulla per “spingermi gentilmente” verso la conversione (intesa come obiettivo della pagina)
  2. Se non desideri altri SMS promozionali e/o informativi potrai eliminare il tuo numero con un semplice click. La cancellazione avrà effetto immediato. Ecco, qui si inserisce il livello di difficoltà 2. Dopo che avrò fatto tutta la tiritera di prima non mi invieranno più messaggi promozionali… ma neanche messaggi informativi. E se contenessero informazioni che devo conoscere? Un po’ il dubbio mi viene: gli operatori telefonici per esempio ti comunicano sempre le variazioni di piano attraverso un SMS. Non è che do il mio consenso anche all’eliminazione di quei messaggi?
  3. Form per inserimento numero e copia del codice. Qui entra in gioco il livello di difficoltà 3. Roba che neanche stessi per uccidere il mostro di Wonderboy. Dovrebbe essere sufficiente il numero di telefono, no? (sempre lo stesso numero di telefono che conosci fin da prima  🙂 ). A quanto pare no perché oltre al numero devo inserire quella specie di codice captcha. Inutile dire che nel campo numero di telefono non si apre il tastierino numerico come sarebbe ovvio aspettarsi dal momento che per forza si tratta di un numero.

Alla fine ce l’ho fatta. Ho ucciso il mostro di Wonderboy. Ma quanta fatica (cognitiva)!

P.s. Non sto dicendo che questa strategia sia quella corretta, ma vorrei invitarti a pensarci bene quando progetti una pagina di disiscrizione ;-). Quello che ti ho riportato è un caso un po’ estremo, quasi da Design DiabolicoCome prima cosa dovresti domandarti perché un utente, che ti aveva concesso la sua fiducia, ora decide di togliertela, ricordagli cosa sta per perdere (l’avversione alla perdita vince sempre) ma rendigli anche il compito “più difficile”.

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