Mi hanno rotto l’Analytics

Sottotitolo: leggi l’e-book di Filippo Trocca

Ho un cliente. A dire il vero più di uno, ma in questo caso sto pensando a uno in particolare.

E’ un e-commerce e come tale, la macro conversione è la transazione. Non ci vuole un Eugenio per capirlo. Unica azione di conversione monitorata da AdWords la vendita, su Analytics invece si monitora la transazione e tutto il resto.

fucsia

Bene, la campagna parte e nei primi 15 giorni porta 55 conversioni secondo AdWords. Secondo Analytics le transazioni invece sono solo 18 (per lo stesso periodo ti tempo).

Direte voi: conversioni di AdWords e conversioni di Analytics non sono la stessa cosa. I cookie, l’attribuzione e tutto il resto. Non avranno mai lo stesso valore. Giusto, però questa discrepanza mi lasciava perplessa. E come ogni volta in cui sono perplessa rompo le p@lle un po’ a chiunque per cercare di capire.

Fatto sta che non ne vengo a una. Vedi a dare le cose per scontate? Il cliente mi fa presente che è impossibile che tutte (quasi tutte) le transazioni vengano attribuite a traffico diretto. Mumble mumble. Essì che il traffico diretto conta come il due di picche per Google (il diretto non sovrascrive mai il cookie _utmz cioè quello in cui c’è scritta la sorgente della visita). Un bel caso per la signora in fucsia.

Mi viene in mente un post di Filippo Trocca sui numeri anomali di transazioni da direct. Sembra essere una faccenda simile al mio caso (e anche noi non avevamo curato personalmente l’implementazione di Analytics). Poi però mi ricordo che in quel sito c’è il tag manager con Universal Analytics e nella pagina di conferma transazione c’è il datalayer per le transazioni. Ok non era proprio la stessa cosa.

Se fossi brava sarei andata subito in Pubblico >> Tecnologia >> Rete >> Nome Host. Se fossi una che ne sa mi sarei accorta subito che in nomi host c’erano almeno ventordici (…) domini diversi. Se fossi brava non darei le cose per scontate (per esempio un codice >> un sito)

Invece no. Non mi è proprio venuto in mente. Ma mi viene in mente di controllare le pagine di destinazione del traffico diretto. Magari era davvero un successo clamoroso del brand. Magari davvero nessuno entrava in quel sito da motori di ricerca, da pubblicità display (non solo google)  o da newsletter. Magari l’asino vola. Fatto sta che la pagina di conferma acquisto, come pagina di destinazione del traffico diretto era la seconda landing page in ordine di visite.

Ok. Non è possibile. Soluzione della serva. Faccio un ordine e controllo col real time e vediamo cosa succede. Dentro di me so che il problema è paypal. Me lo sento. Un po’ come quando ti girano le p@lle talmente forte che ti arriva il vento in faccia. Lo senti.

Faccio un ordine con Paypal. Magia. La pagina di conferma transazione non è più sito.it/checkout-success o qualcosa del genere ma sitoinstaging.altrodominio.com.

Se quasi tutte le transazioni sono da traffico diretto significa che nel passaggio da un dominio all’altro le informazioni dell’utente non vengono trasferite. Per forza: son domini diversi e i non dico ad Analytics di mantenere i cookie nel passaggio da una parte all’altra. Ovvio no?

Errori come questo possono capitare, per carità, probabilmente se l’implementatore (…) avesse letto Cross Domain Tracking (sempre di Filippo) l’errore non ci sarebbe stato e io non sarei diventata matta.

(anche mettere la thank you page sul sito e non su quello in staging sarebbe stata una bella idea)

4,99€ in cambio di 30.000€ di cui abbiamo perso i dati. Quasi quasi glielo regalo io.

P.s. La signora in fucsia è opera di Luca Orlandini

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