Le Varianti Simili: Dimenticale

C’era una volta il “potere” dell’inserzionista sulle impostazioni di AdWords.

C’era una volta perché poi sono arrivate le campagne potenziate che, con un colpo di spugna, hanno cancellato il targeting per device. Come se davvero tablet e desktop fossero simili. Questo ha avuto il merito indubbio di stimolare la fantasia di chi il pay per click lo fa di mestiere: strane strategie di remarketing per targettizzare i device, o “sdoppiamenti di campagne” con giochetti sulle offerte. Tutte strategie che non erano/sono semplici, e oltrettutto, tutt’altro che precise. Adesso è arrivato il turno delle corrispondenze a variante simile. L’annuncio è del 14 agosto, direttamente da Inside AdWords.

Nella tab impostazioni, si potevano trovare le “opzioni di corrispondenza variante simile”. un po’ nascoste ma c’erano.

varianti-simili

Una volta (…) e ancora fino a Settembre esisteva la possibilità per l’inserzionista di scegliere se mantenere attive le “varianti simili” o se escluderle. Di default era selezionata l’inclusione, però volendo, avevamo la libertà di optare per la non inclusione, e per certe campagne era indispensabile, per esempio quando singolare e plurale hanno significati diversi, oppure quando si impostavano campagne con i tre tipi di corrispondenza.

Bene, da settembre la possibilità (=avere la libertà di scegliere) non ci sarà più. Chi ne beneficia? Google che farà ancora più cassa e il 90% degli inserzionisti, cioè quelli che non “deselezionavano nemmeno prima” e per i quali non cambierà nulla.

Cosa succederà?

  • AdWords continuerà a preferire la corrispondenza “esattamente esatta” o “esattamente a frase” alle varianti, ma come sappiamo, anche se Google la descrive come “l’eccezione”, è tutta una questione di ranking
  • L’estensione alle varianti simili non verrà applicata alle corrispondenze negative
  • Anche se usassimo l’inserimento dinamico di testo nell’annuncio, non correremmo il rischio di vedere pubblicati annunci sgrammaticati: teoricamente dovrebbero essere non approvati
  • ci sarà un incremento di clic e impressioni. Cito dalla guida

Gli annunci vengono automaticamente pubblicati per le varianti simili delle tue parole chiave per ottimizzare il potenziale di pubblicazione degli annunci per ricerche pertinenti. Le varianti simili includono gli errori di ortografia, le forme al plurale e al singolare, gli acronimi, le varianti derivate dalla stessa radice (ad esempio pavimento e pavimentazione), le abbreviazioni e gli accenti.

Ma non c’era già la corrispondenza generica modificata che assolveva a questa funzione? (la risposta è “si”)

Come “ci possiamo tutelare”?

L’unica soluzione è quella di continuare a tenere sotto stretto controllo il report sui termini di ricerca e continuare a usare le corrispondenze negative in modo massiccio.

Solo un’ultima rosservazione: nel suo annuncio Google cita solo i mispelling, non tiene conto dei singolari/plurali che hanno (spesso) intenti di ricerca diversi. Come la mettiamo con l’obiettivo di dare all’utente una esperienza di ricerca positiva e utile? Se io cercassi una lastra di granito per la tomba di un parente, di certo non voglio andare in vacanza a Graniti, ridente cittadina in provincia di Messina.

“Don’t be evil” sarà anche il mantra di Google, ma a me ogni tanto viene il sospetto che la cassa conti più dell’evil.

P.s. Matteo Zambon su Google Plus segnala questa petizione per chiedere a Google che ci ripensi  :-D. Con la “rotazione annunci” tempo fa aveva funzionato, magari funziona anche adesso.

5 pensieri su “Le Varianti Simili: Dimenticale

  1. Gigi

    Ne avevo già parlato con Francesco (Tinti) e condivido questa evidenza anche con te.
    Gestisco parecchi account e in tutti disabilito le varianti simili ma spesso noto come questa impostazione in realtà non sia rispettata del tutto e quindi mi trovo sia plurali sia misspelled….
    Sono sfortunato io o Google già da un po’ ha cominciato a fare quel che vuole…???

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    1. rosserva Autore articolo

      Ciao Gigi,
      grazie per la condivisione 😉
      In effetti, anche io avevo notato questa cosa in un account per un ecommerce che vende reflex (e altro). Nonostante la varianti simili fossero disabilitate, per Google la canon 6d, 60d, e 600d erano la stessa cosa. Faccenda risolta con l’uso delle negative. Lo “scazzo” l’avevo trovato quasi esclusivamente sull’interpretazione degli zero. Quindi si, anche secondo me Google fa quello che gli pare già da un po’(e non solo sulle varianti), ma a settembre succederà che Google farà definitivamente quello che gli pare, togliendoci anche l’illusione del controllo.
      Chi fa questo mestiere sa che non esistono verità assolute, ma “You should test that” come dice Chris Goward a proposito di ottimizzazione della conversione. Di fatto, quello che Google sta facendo è toglierci la possibilità di testare. L’inclusione delle varianti simili non era il male assoluto: in certi casi funzionava, ma in altri no. Il problema è il non poter più gestire “i casi in cui no”.
      Problema n°2: Ok, lamentiamoci. Ma l’alternativa in Italia qual è?

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  2. Gigi

    Hai ragione alternative non ce ne sono e io voglio vedere il lato positivo di questi grattacapi: ci abituano a trovare nuove soluzioni, a ragionare in maniera diversa e anche ad uscire dagli schemi che è un limite personale che come web marketer cerco sempre di superare.
    Alla prossima e continua a fare post che sono tutti davvero molto stimolanti.

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