Le Campagne Shopping: Ho cambiato Idea

cambiare-ideaHo trovato questa foto su fotoassurde.com. Secondo me non è mica tanto assurda. Si può sempre cambiare idea nella vita no? Solo che di solito cambi idea nel corso del tempo perché le cose si evolvono e cambi i tuoi punti di vista. Se cambi idea in 2 secondi il rischio di sembrare un pazzo è grosso. E’ per questo motivo che questo report di Analytics mi ha sorpreso

pla-ricerca

Cosa c’è di strano? Anche qui avevo supposto che gli utenti che usano il motore di ricerca interno fossero più motivati all’acquisto. Il problema è che il report analizza solo le visite da campagne Shopping negli ultimi 30 giorni. (Anche andando indietro nel tempo la situazione non cambia molto).

Uno dei vantaggi principali delle campagne Shopping è il pubblicare il prodotto specifico che l’utente sta cercando e di mandarlo (l’utente) proprio nella pagina in cui c’è quel prodotto. Bene, e allora… perché devi cercare qualcos’altro?

Può essere che Shopping abbia pubblicato gli annunci per query generiche? Questo potrebbe spiegare l’utilizzo del motore di ricerca interno. Benissimo: tutte le query identificano prodotti specifici, quindi, teoricamente il ciccio cercatore aveva le idee ben chiare su cosa voleva, vedeva l’annuncio e cliccando arrivava proprio nella pagina in cui c’era quell’articolo. Perfetto: scartata l’ipotesi facile.

Tocca provare con la soluzione laboriosa ;( Vediamo un po’ cosa fanno questi signori del segmento “campagne Shopping con ricerca interna”.

  1. esporto il report sulle query con id transazione come dimensione secondaria
  2. esporto il report sul rendimento prodotti con id transazione come dimensione secondaria
  3. combino i due report in modo da ottenere, per ogni query i prodotti acquistati nella transazione.

E scopro che…

gli utenti che hanno usato la ricerca interna l’hanno fatto per acquistare, oltre che il prodotto cercato, altri prodotti (e non necessariamente correlati), al contrario, chi non si avvaleva del motore di ricerca interna tendeva ad acquistare un solo articolo (quello cercato).

Tutto questo per dire che…

  1. il motore di ricerca interno deve funzionare (non ridete perché non è mica scontato)
  2. il “ti potrebbe interessare anche” può essere una miniera d’oro: è il caso di gestirlo con attenzione 🙂

I visitatori che usano la ricerca interna continuano a essere un segmento interessante per i test e gli esperimenti 🙂

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.