La thank you page: come ottenere due risultati al prezzo di uno

allegro-chirurgoHai creato la tua bella landing page? Certo. Il web è pieno di indicazioni sull’anatomia della landing page perfetta. Roba che neanche l’allegro chirurgo. Poi stamattina hai anche letto il post sulle CTA.

Ormai sei diventato il principe indiscusso della Landing Page Optimization. 

Il tuo obiettivo è portare le genti a compilare la (o il?) form. Di tutto il resto non te ne curi, ci penserà il tuo cliente (nel caso in cui tu sia un consulente/agenzia) o ci penserai domani quando chiamerai il compilatore di form (nel caso in cui tu sia il cliente di te stesso).

Finisce tutto con la compilazione della form?

Kissmetrics ha già descritto 10 strategie per aumentare il ROI proprio attraverso le thank you page, e io non ho certo la loro autorità, però ti voglio raccontare una storia (con rosservazioni annesse).

hookedQuesta sera mi sono imbattuta in un blog che promuove la vendita di un libro. Se ti stai domandando quale libro sia… guarda prima il prezzo (mi viene il dubbio che la copertina flessibile sia il decoy, ma questa è un’altra storia)

Torniamo a noi.

Se hai più o meno la mia età, forse ricorderai la pubblicità del Maxibon con Stefano Accorsi “perché du gust is meil che uan”. Se hai un po’ di pazienza ti spiego perché, secondo me, la thank you page deve essere come il Maxibon.

La thank you page è come il Maxibon: du gust is meil che uan

Ti racconto dal principio, ma non preoccuparti: è una storiella breve, non partirò da Adamo ed Eva.

Leggo un post, mi piace e penso di iscrivermi alla newsletter.

La CTA è abbastanza “anonima” (se la vedesse la Roberta Camuffo….) anche se è ben evidenziato “il vantaggio”, cioè ricevere tutti gli ultimi blog post.

CTA

A dire il vero non mi sono curata tanto del micro-copy della call to action, né ho pensato al contrasto (o meno) del bottone rispetto allo sfondo. Mi sono limitata a pensare “si, mi interessa, mi iscrivo”: ero già “di mio” motivata a portare a termine l’azione.

Subito dopo aver premuto “subscribe” vedo lampeggiare l’icona di Thunderbird.

oggettoIntravedo un oggetto che mi mette addosso un certo senso di allarme e urgenza: è richiesta un’azione immediata. Non tra 5 minuti, non domani o quando mi ricorderò. Subito. E l’azione è richiesta. Devo farlo.

L’oggetto dell’e-mail attira subito la mia attenzione. E’ sempre il solito discorso: il nostro “pilota automatico”, quello che è sempre attivo, è attirato dalle cose concrete e immediate.

Apro subito l’e-mail che richiede l’azione immediata e… scopro che la cosa davvero urgente era “solo” confermare l’iscrizione  😛 . Vabbè mi dico, ormai son qua. Confermiamo. Arrivo nella thank you page. E qui… ecco qui c’è l’autentico colpo di genio.

Come prima cosa vedo che l’e-mail è stata confermata. Ok. Obiettivo raggiunto. Il clic sul bottone nell’e-mail ha portato esattamente all’azione attesa.

Già rasserenata, vedo che l’autore del blog mi vuole dire altre cose. Subito dopo la conferma dell’iscrizione trovo un dono: l’official work-book! Mi basta cliccare per scaricarlo.

Mi sento un’eletta. Un regalo proprio per me! E poi… quando avevo comprato l’e-book a cui fa riferimento quel work-book non mi avevano dato il libro degli esercizi. Il mio ego è stimolato. Mi sento parte di una cerchia ristretta. Un senso di esclusività mi pervade.

A chi di voi non è stato insegnato a restituire agli altri ciò che ci viene dato? E’ la reciprocità, il principio secondo il quale siamo portati a contraccambiare ciò che qualcun’altro ci da.

Gusto per capire quanto questa tendenza sia pervasiva, pensate a come chiamate “chi riceve sempre senza dare niente in cambio”.. io lo chiamo scroccone. 

Che caratteristiche deve avere il dono per essere persuasivo?

Deve essere significativo e inaspettato, altrimenti ti accorgi subito che ti viene regalato qualcosa per avere qualcosa d’altro in cambio  :-), si insomma: fiuteresti subito l’imbroglio.

A questo punto sono pronta per essere abbindolata.

Infatti è proprio adesso che mi vengono fatte delle richieste. Certo, ho delle alternative, ma vanno tutte nella stessa direzione: la richiesta di un tweet (che fa tanto riprova sociale).

Agli ordini maestro. Twitto subito come una disperata. Insomma… mi pare che questo signore si sia giocato bene i principi della persuasione di Cialdini.

Il risultato per il nostro ciccio bello? Il mio contatto + l’effetto passaparola. In altre parole… Due risultati al prezzo di uno. Du gust is meil che uan.

P.S. Questo pezzo non c’entra niente con l’argomento del post… ma vale sempre la pena di riascoltare Comfortably Numb con la partecipazione di Eddie Vedder.

1 pensiero su “La thank you page: come ottenere due risultati al prezzo di uno

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