La landing page dove non te lo aspetti

Sono in ferie: una settimana di relax (più o meno) spersa sulle montagne della Lombardia. Sta mattina mia mamma mi ha portato fuori, un po’ come si fa con i cani, per la passeggiatina della salute: un giro corto … 11 km in mezzo ai boschi, con più o meno 720 metri di dislivello. Muoro. Cammina e impreca, cammina e impreca, cammina e impreca. Ma a un certo punto mi sono imbattuta in questo cartellone e, in tutta onestà, l’ho trovato geniale, un vero peccato che fosse “imbrecanato” in un posto in cui (forse) lo vedranno in due.

cartellone

Prima cosa: L’immagine delle mucche mi ha incuriosito e ha subito attirato il mio sguardo, in più era perfettamente contestuale con la “headline” passati i tempi delle vacche grasseIn pratica, bergamoitalcasa sta sottolineando un problema. Non ci stavo pensando in quel momento, ma adesso si. Quanto meno, considero l’ipotesi di un investimento immobiliare. Se avessi letto “la tua casa a X €” non sarebbe stato altrettanto efficace.

Parentesi: sto leggendo “Brain Audit“, Sean O’Souza (l’autore) spiega in modo convincente, anche attraverso il potere evocativo delle metafore, quanto il cervello risponda “prima e meglio” ai problemi piuttosto che alle soluzioni. 

Ok. C’è un problema. E c’è anche subito la soluzione “ma il tuo sogno è ancora realizzabile“. Però è realizzabile solo adesso “non capiterà più un’altra volta“. Ah santissima legge dell’urgenza e in generale “avversione alle perdite”.

Finalmente l’offerta: 159000 euri per due camere, bagno, soggiorno cucina e balcone. Ora è il turno della scarsità: “Solo da noi è possibile”, seguito di nuovo dall’urgenza “per i primi due clienti notaio gratis”.

Per ovvi motivi non c’è un form da compilare  😆 ma un box in bella evidenza con i numeri di telefono.

Ora, non ho idea di quale sia il risultato di questo cartello. Di certo essere esposto in un paese che non avrà più di 200 abitanti (Zoanno) non aiuta, ma secondo me raggiunge il suo scopo: incuriosisce e spinge a chiamare (certo… devi essere uno di quelli che sta cercando casa). Eppure… non c’è nemmeno la foto di una casa, e non so neanche dove me la vogliono vendere quella casa da 159000 euri.

Quasi quasi li chiamo e gli chiedo i risultati di quel cartellone 😉

Ps. “Brain Audit” è un libro che mi è stato consigliato da un tale verso cui nutro stima. Comprato sulla fiducia. E in più, il fatto che mi abbia detto “compralo che è una figata” (in altri termini naturalmente) ha fissato un criterio. In pratica: ho iniziato quel libro pensando “è una figata” e adeguando il mio giudizio all’opinione con cui ho iniziato il libro. Non ho neanche preso in considerazione che “potrebbe essere bello ma anche brutto”, come di fatto, avrei dovuto fare (se fossi sempre perfettamente razionale…)

E quindi…

Quindi anche basta pensare che siamo sempre perfettamente razionali. Quindi, anche se so che per l’uso che ne faccio, il Kindle Paperwhite va ancora benone, ugualmente comprerò il Voyage (appena esce). La mia decisione non è razionale, lo so benissimo, ma non mi sento neanche un po’ in colpa. …Tanto tutti funzioniamo allo stesso modo

Due giorni dopo…. (aggiornamento)

Ci sono ripassata davanti a quel cartellone. E’ vero: il manifesto non riportava il “luogo” in cui era in vendita quella casa, nè delle foto della casa stessa. Questa volta mi fermo e rifletto, ovvero bando all’attività automatica e via di pensiero “riflessivo”. Il cartellone era appeso al muro di una casa mezza diroccata. A fianco, ma ci saranno stati almeno 5 metri di distanza, un altro cartellone con le foto del progetto. In realtà questa osservazione da ancora più valore (secondo me) all’ipotesi iniziale. La “simil landing delle vacche” attira l’attenzione. Se io fossi stata il “target profile” di cui si parla in “the brain audit”, il mio sistema riflessivo, il sistema 2 di Kahneman per capirsi, si sarebbe svegliato e avrebbe visto cosa circondava il cartellone cattura attenzione e avrebbe “approfondito”.

“E non so dove ma arriverò puntuale”

 

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