Il Remarketing Dinamico: Bubusettete Ti Ripesco

La mia parte razionale (e anche il mio conto in banca a dire il vero) me lo dice sempre: hai davvero bisogno dell’ennesimo paio di Onitsuka Tiger? Però certo, quel fucsia fastidio… 

onitsuka-tigerNo, resisto. Le metto nel carrello, tentenno ma gonfia di soddisfazione abbandono il checkout. Ce l’ho fatta: Posso vincere l’istinto. Girovago per il web per sedare il senso di abbandono, ma ogni sito è una violenza: continuo a trovarmi proprio quelle scarpe. Non delle scarpe a caso. Quelle. Cedo. Le compro. (Sono consapevole che è colpa mia che sono come Oscar Wilde “so resistere a tutto tranne che alle tentazioni” e non del remarketing). 

Ma come fa Ciccio Biscotto (il rivenditore) a sapere che volevo proprio quelle?

Da Luglio (più o meno), dopo Criteo, AdRoll e altre piattaforme, anche con Google è possibile creare campagne di Remarketing Dinamico, cioè campagne di remarketing in cui il gli annunci, interfacciandosi col Merchant Center mostreranno il prodotto che era stato visto nelle visite precedenti (o dei prodotti correlati o dei prodotti popolari).

Cosa serve per impostare il Remarketing Dinamico?

Fatto? Visto, è un pò come Art Attack  😉

Evvia con la Prima Campagna

  • Scegliamo l’impostazione “Solo Display – Remarketing”
  • Selezioniamo il Remarketing Dinamico

remarketing-dinamicoCon questa questa procedura (e con l’inserimento del tag di remarketing) AdWords creerà automaticamente quattro liste di utenti oltre alla solita “tutti i visitatori”

 

      1. Visitatori generici (sono entrati nel sito ma senza visualizzare prodotti specifici): nel banner vedranno i “prodotti popolari”
      2. Visitatori che hanno visto prodotti specifici: vedranno i prodotti visti e i prodotti consigliati
      3. Visitatori che hanno abbandonato il carrello: vedranno il prodotto inserito nel carrello, altri prodotti visti e quelli consigliati
      4. Già Clienti: vedranno i prodotti correlati

E gli annunci?

Prodotti e URL sono presenti nel feed che abbiamo caricato sul Merchant, non abbiamo bisogno di grosse competenze grafiche, ci basta un pò di gusto… Ci sono dei template che possiamo personalizzare con il nostro logo, uno sfondo che richiami il nostro sito e possiamo inserire un messaggio promozionale. Ecco le impostazioni:

annunci-remarketing-dinamico

Nelle impostazioni del “Pulsante” possiamo scegliere il comportamento del clic sul pulsante stesso: vai al prodotto o scegli un URL, ma attenzione, anche se scegliessimo “vai a URL” dobbiamo impostare necessariamente un URL di Visualizzazione e Destinazione per l’annuncio. E attenzione attenzione…. l’URL che impostiamo qui sarà quella che Google vede come URL di Destinazione sia nei report AdWords che nel report “URL di Destinazione” nella sezione AdWords di Analytics. Se proprio non possiamo fare a meno di monitorare le URL di destinazione dobbiamo usare i parametri ValueTrack.

Ma attenzione che….

Quando creiamo il nuovo gruppo di annunci e annuncio, gli vengono attribuite “d’ufficio” tutte e quattro le liste, ma è ovvio che si tratta di segmenti di visitatori molto diversi tra loro: chi è già stato cliente (specie se soddisfatto) avrà meno resistenze all’acquisto (nel nostro e-commerce) rispetto a chi ha solo visto un prodotto, così come chi ha abbandonato il carrello sarà teoricamente più vicino a concludere l’acquisto rispetto a chi si è fermato all’home page. Potremmo riassumere dimensioni e probabilità di conversione del segmento con lo schema:

segmenti-visitatori

Va da sè che “non basta essere entrati in un sito per chissà quale motivo per avere un interesse per ciò che il sito vende”. E’ per questo motivo che i visitatori generici avranno un tasso di conversione molto inferiore a chi ha abbandonato il carrello e ancor meno dei clienti (e talvolta il tasso di conversione non ce l’hanno proprio). Trattare i quattro segmenti come fossero un tutt’uno ci fa correre il rischio di dedicare troppa attenzione (anche economica) a utenti meno propensi all’acquisto togliendola a chi è lì lì per comprare… Ancora una volta il segreto è “segmentare”: scendere dal generale al particolare per individuare cluster di utenti simili fra loro (e diversi dagli altri cluster) adattando la comunicazione alle loro particolari esigenze / bisogni/ fasi del processo d’acquisto in cui si trovano.

P.s. Questo post è stato scritto dopo un pomeriggio di skype delirio con Filippo Trocca sulle Url di Destinazione delle campagne di Remarketing Dinamico. 

9 pensieri su “Il Remarketing Dinamico: Bubusettete Ti Ripesco

  1. Fabio

    Ciao, articolo molto interessante ed utile. Una cosa che però non mi è chiara è relativamente al TAG di remarketing suggerito. All’interno di esso ci sono due linee di codice che richiedono l’impostazione di un codice di conversione:

    var google_conversion_id = XXXXXXXXXX;
    var google_conversion_label = “YYYYYYYYYY”;

    Non capisco a cosa servono e come fare ad impostarli.

    Rispondi
    1. rosserva Autore articolo

      Ciao Fabio,
      quando imposti una campagna di remarketing (sia statico/standard che dinamico) devi impostare un codice, il tag di remarketing appunto.
      Il tag di remarketing lo trovi nei segmenti di pubblico all’interno della libreria condivisa nel tuo account AdWords. Il tag è praticamente uguale per tutti, ma per differenziare il tag di un account da quello di un altro account vengono creati (automaticamente da AdWords degli Id conversione diversi, ovvero il var google_conversion_id=…..). E’ un pò quello che succede con Analytics in cui tutti i codici sono uguali e differiscono solo per l’UA-

      Rispondi
  2. Danilo

    Ciao Rossella,
    grazie per questi interessanti articoli che condividi.

    Se posso chiedere: l’iscrizione al merchant center è a pagamento ?
    Uno può iscriversi quindi al merchant center solo per il remarketing dinamico senza fare Google shopping (ma solo per fornire a Google i dati delle schede prodotto: title, immagini, costo). Ho capito bene ?
    Grazie
    Ciao

    Rispondi
    1. rosserva Autore articolo

      Ciao Danilo, grazie 😉
      L’iscrizione al Merchant è gratuita, non credo sia obbligatoria una campagna Shopping per il remarketing dinamico. Non ho mai provato però ad avere solo la remarketing e non la shopping. Non ci dovrebbero essere problemi però: quando crei la remarketing basta che ci “attacchi” l’account shopping

      Rispondi
  3. Fabio

    Torno a bussare. Ma se io voglio escludere determinati prodotti dal remarketing dinamico l’unica cosa è non mettere il tag in quelle pagine?

    Rispondi
    1. rosserva Autore articolo

      Soluzione 1: non mettere il tag
      Soluzione 2: usare le etichette personalizzate
      Soluzione 3: usare combinazioni di liste, es. tutti i visitatori di prodotto ma non quelli che hanno visto il prodotto X/Y/Z

      Dipende da quale ti è più comoda

      Rispondi
  4. Umberto

    Ciao Rossella,
    per poter attivare una campagna di remarketing dinamico (oltre lo script remarketing adwords implementato con relativi parametri) è indispensabile un feed dati? Mi spiego meglio, tramite api e quindi prodotti presenti sullo shopping non è possibile richiamare, senza generare un feed dati, tali prodotti?(o generarlo automaticamente)
    Grazie in anticipo!

    Rispondi
    1. rosserva Autore articolo

      Ciao Umberto,
      per le campagne di remarketing dinamico è necessario che nel merchant “ci sia qualcosa” e per farlo puoi usare il feed o l’API di shopping.
      Quando crei la campagna di remarketing dinamico “ci attacchi” l’account merchant 😉 e se lì i prodotti ci sono (indipendentemente da come li hai inviati) sei a posto

      Rispondi

Rispondi a Fabio Annulla risposta

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.