Finisce tutto con il click su “conferma l’acquisto”?

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Ross non hai più 20 anni, e neanche 30

Fu così che venerdì sera mi trovai a navigare nel sito di una parafarmacia alla ricerca di un siero antirughe. L’avevo anche trovato (insieme a molte altre cose che non mi faranno mai scomparire le rughe ma mi illudono che lo faranno). Azz, però era venerdì 31 e a marzo avevo usato la carta di credito con un po’ troppa disinvoltura. Poco male, uso il carrello come wishlist: avevo pensato di riempire il carrello per tornare l’indomani a completare l’acquisto.

Arriva il 1 aprile. Torno fiduciosa ma… magia: il carrello è vuoto. Uff che palle penso. Vabbè, mi rimetto a riempire sto benedetto carrello e provo a continuare. Provo perché stavo navigando da mobile e il sito era talmente lento che stavo quasi pensando mi fosse caduta la connessione. Ma non mollo. E’ un sito in cui avevo già comprato, da una ricerca (breve) aveva:

  • tutto ciò che volevo
  • tutto ciò che volevo era immediatamente disponibile
  • a prezzi competitivi.

Bene, inserisco un nuovo indirizzo di spedizione. Peccato che tutti i campi fossero precompilati con i dati dell’indirizzo di default. Una specie di KarateKid anni 2020: togli l’indirizzo metti l’indirizzo. Un po’ mi scazzo eh, ma siccome non ho più 20 anni e neanche 30, l’obiettivo antirughe era molto più importante della rottura dovuta alla compilazione del form. In pratica: volevo portare a termine l’acquisto a tutti i costi.

Arrivo al pagamento. Vado diretta su Paypal. Pago. Mi arriva la mail di notifica di Paypal e nel frattempo arrivo alla pagina di revisione ordine. Cioè, fammi capire: rivedo l’ordine dopo averlo pagato? Tipo: se volessi togliere un prodotto? O aggiungerne un altro? A parte che avevo poco da rivedere perché la pagina da mobile era talmente sformattata che non si vedeva nemmeno la spesa complessiva. (tanto me la aveva appena detta Paypal)

Mi arriva la conferma d’ordine. O santi numi, mi son dimenticata di scrivere il numero civico e per una consegna a Milano (forse) è un’informazione rilevante. Scrivo all’assistenza clienti e prontamente modificano l’indirizzo di spedizione. Bravi eh… ma sono cose che non dovrebbero succedere.

Ok. Fin qua sono stata io l’idiota (anche se non mi piace così tanto sentirmi scema).

Oggi arriva l’ordine. Puntualissimo, ben imballato e con prodotti che scadranno fra mille anni. Tutto bene però… Però ho speso 105€ e nel pacco ho trovato due mini campioncini di crema Avene (che peraltro non c’entravano un tubo con quel che avevo comprato). Come 2 campioncini? Ho speso 105€!! Poi mi ricordo che in fase di carrello avevo scelto un omaggio (fra due). L’omaggio ce l’avevo. Solo che nella mia testa quell’omaggio era parte dell’ordine, non era un dono inaspettato. Ero delusa, poi ho pensato che con un ordine su un altro sito mi avevano regalato “a sorpesa” una rotella Haribo. Il valore è praticamente zero, ma mi ero sentita “importante” invece adesso mi son sentita “solo una cliente”.

Subito dopo la consegna mi è arrivata una mail dalla parafarmacia per avvisarmi che la consegna era stata effettuata, mi ringraziavano dell’acquisto e mi proponevano altri prodotti da acquistare (ancora una volta che non c’entravano una fava con il mio ordine precedente. Se oggi mi arriva un siero antirughe ha senso che mi proponi subito un siero di un’altra marca?). Comunque, ho letto la mail dopo avere aperto il pacco e non ho pensato cose carine ma solo una sfilza di parolacce.

Sì, potrei definirmi un cliente insoddisfatto. E insoddisfatto per una cavolata, sarebbe bastata un po’ di attenzione in più. La transazione, sporca maledetta e subito, te la sei portata a casa, ma le prossime?

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