E’ meglio sapere o fartelo credere?

Sono ossessionata dal copywriting. L’esame di Psicologia delle Comunicazioni di Massa mi ha fatto entrare nel tunnel. Dopo quell’esame ci sono stati i libri di Cialdini (e tutto il filone della persuasione), l’amore per l’economia comportamentale e l’assoluta dipendenza da Amazon. A un livello razionale, so perfettamente che quando Amazon mi scrive per dirmi “Ehi Ross, approfittane subito che ti regalo 5€” non mi sta realmente regalando 5€, ma me lo sta solo facendo credere (per chi se lo domandasse… ci casco ogni volta). 

Questo giusto per capire il background. Stamattina, leggendo i post in un gruppo Facebook trovo quello che sembra fare per me:

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Storco un pò il naso perchè chiunque usi internet da più di 5 minuti sa che non si scrive tutto in maiuscolo, ma si… sarà stata solo una svista… Non passano 2  secondi che ho già aperto il sito (se proprio siete curiosi, eccolo qua).

Mmmh.. qualche dubbio adesso mi viene. 

Cara Chiara, mi vuoi insegnare a essere una copywriter? (Professione che io credo difficilissima), beh ecco, forse scrivere un articolo da “la maestra d’italiano alla scuola serale per adulti analfabeti ha avuto l’ulcera e non mi ha potuto spiegare l’ortografia” non aiuta.

Io non sono una copywriter, quindi tutto quello che segue è solo la mia impressione. Mi limito ad alcuni punti perchè lo scritto è talmente sgrammaticato /lungo e ripetitivo che mi servirebbe troppa concentrazione e un anti-noia.

  • Partiamo dal logo e dalla tagline: “Copygirl online.com Manifesto la tua creatività”. Ma come? Io voglio imparare (da te) a essere una copywriter e mi dici che la mia creatività la manifesti tu? Mi sa che c’è qualcosa che non va.
  • Lasciamo perdere gli errori grammaticali… lo sai che la prima impressione si forma in pochi secondi? che per eliminare un impressione negativa ci vogliono 7 cose positive? mai sentito parlare di effetto alone? Se scrivessi una lettera di vendita sgrammaticata, forse (…) chi dovrebbe comprare potrebbe partire già prevenuto.
  • Forse reminiscenze di qualche corso per venditori ti han fatto ricordare il ruolo dell’informazione placebo e quindi via di grassetti sulla parola perchè come se non ci fosse un domani
  • l’elenco puntato… cosa vuol dire terminarlo con “etc”? Lo lasci alla libera interpretazione del lettore?

Un ultimo consiglio: se vuoi parlare col tuo “potenziale cliente” è ok descrivergli i vantaggi/benefici derivanti dal tuo e-book, ma questi devono essere concreti e univoci. Hai presente “Freakonomics”, libro geniale di Levitt e Dubner? L’esempio degli annunci immobiliari vale più di mille parole: tra gli aggettivi correlati con prezzi di vendita più alti troviamo quelli concreti e univoci e per questo efficaci, le case che invece vengono descritte come “fantastiche” sono le case in cui non c’è niente di particolare, e saliente, da descrivere.

 

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