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{KeyWord:il Tavernello lo dai a tua Sorella}

Invitate questa signorina a cena, volete davvero farmi credere che le versereste il… Tavernello?

vino

Ecco, il keyword insertion (per chi vuole spadroneggiare con spirito distintivo) o “inserimento dinamico della parola chiave” è un pò la stessa cosa. 

Cos’è il KeyWord Insertion?

La funzione più sopravvalutata del mondo AdWords  😆

L‘inserimento della parola chiave (nel testo dell’annuncio) nasce con l’obiettivo di rendere l’annuncio più pertinente alla ricerca effettuata dall’utente.

Abbiamo una cantina di Vini Pregiati fatti con mille uve diverse e anziché creare gruppi di annunci distinti come fanno quelli bravi, ne creiamo uno solo, con dentro un’accozzaglia di parole chiave. 

Creiamo il nostro annuncio, per esempio così:

keywordInsertion

E cosa succede?

Ciccio Alcolista Anonimo, in piena crisi di astinenza cerca “tavernello” su Google. Vuole assolutamente trovare qualcuno che glielo venda. (Mica può comprare ogni giorno una bottiglia di Henri Jayer Richebourg Grand Cru, a 20000 euri… )

Adesso, non è per essere pesante e dire sempre le stesse cose, ma quando Ciccio Alcolista Anonimo fa la sua ricerca, sta esprimendo un bisogno. E in questo caso il bisogno è quello di avere un vino a buon mercato, la qualità è proprio l’ultimo dei problemi del nostro amico Ciccio.

Sappiamo tutti che spesso Google con l’interpretazione delle parole (leggi corrispondenza generica) è un pò… farfallone e “interpreta”.

Supponiamo che fra le parole chiave dell’inserzionista TiPiacerebbeEh.it ci sia vini pregiati (in broad match). E immaginiamo anche Google faccia questo ragionamento (questo sillogismo non mi stupirebbe neanche un pò):

Il Tavernello è un vino. I vini pregiati sono vini. Quindi dire Tavernello o Vini Pregiati è la stessa cosa. 

Il risualtato quale sarebbe?

La parola Vino (il testo di default) viene sostituito dalla parola chiave attivata dalla query dell’utente, in questo modo

Annuncio-KW-Insertion

Secondo voi, l’annuncio, oltre a essere sgrammaticato, soddisfa il bisogno di chi ha fatto la ricerca?

N.b. Questo annuncio è inventato 😉

il Budget di AdWords: 1 euro al giorno può bastare

Chiunque può fare AdWords: apri un account, ci butti due (o anche di più) parole chiave, scrivi un annuncio che tanto un “leader del settore”, “competenza a 360 gradi”, “per noi il cliente è al centro” ci sta sempre bene. Metti qualche euro e via. Si parte. Perchè devo pagare un’agenzia (o un free lance)? AdWords è facile e poi Google mi da -gratis- anche una guida, e sempre gratis, posso anche chiedere aiuto a qualcun’altro su un forum. 

E’ così che nascono le domande da “supposte di saggezza” come questa: un euro al giorno per una campagna può bastare? Quanto mi rende? più o meno di mille mila milioni? Si, certo. 1€ è il budget ottimale. A Padova in estate c’è il Sherwood Festival: una ventina di giorni di concerti ed eventi a offerta libera (1€ può bastare). Ecco, il budget giornaliero di AdWords è un pò la stessa cosa, no? 

Non è che serva Pitagora per capire che 1€ al giorno, supponendo un CPC medio di 0,10€, tradotto in numeri vuole dire 10 clic. Ipotizziamo un CTR dell’ 1% (e questa è un’ipotesi ottimistica, dato che di sicuro pubblicherai la campagna in tutto il mondo, in tutte le lingue sia search che display perchè così “ti vedono tutti”) i nostri 10 clic vogliono dire 1000 impressioni. Sai in quanto tempo puoi maturare 1000 impressioni? Siccome sei astuto e vendi case (per esempio) la parola chiave sarà proprio casa (in corrispondenza generica, ovviamente).  E poi, l’utente che clicca dove lo  mandi? In una fantastica intro page in flash, talmente sfavillante che sembra di essere ubriachi a Las Vegas. 

Con stupore, qualche giorno dopo, ti accorgi che hai avuto dei clic, hai speso 10€ e nessuno ti ha chiamato. Eh si, AdWords non funziona.