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Cos’è successo oggi nel magico mondo di AdWords?

Remarketing in rete di ricerca. Da Analytics

Se non lo sapete sapevatelo! Da pochi giorni è attiva (per tutti) la possibiltà di usare le liste di Analytics per il remarketing in rete di ricerca.

Si procede come al solito. Unico barbatrucco: accertatevi (in Analytics > proprietà > Informazioni sul monitoraggio > Raccolta dati) che la voce “Remarketing” sia impostata su “Attiva”. Come qua sotto.

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Gli Annunci AdWords e il Countdown

countdown-keepcalm

All’AdWords Community Summit della scorsa settimana di è fatto un gran parlare della personalizzazione degli annunci con aggiornamenti in tempo reale. Hai una promozione a tempo? Una super offerta imbattibile che dura solo fino a sabato? Anziché scrivere 7 annunci diversi (in 7 campagne diverse) e programmarli per essere visibili solo il lunedi, o solo il martedi etc, si possono usare i dati di personalizzazione degli annunci che permettono di adeguare automaticamente il testo dell’annuncio senza troppi sbattimenti.

Per usare i personalizzatori degli annunci si deve in primo luogo scaricare il data template, definire gli attributi, definire il targeting e caricare tutto nella libreria condivisa. (le istruzioni complete sono sulla guida).

Non è un’attività particolarmente complicata ma qualche minuto lo richiede….

(dopo questa mi sento davvero la regina dei tamarri)

Quand’ecco che oggi AdWords, dal blog ufficiale annuncia la novita: il Countdown direttamente dall’annuncio, il tutto usando solo {=

 

 

 

 

 

 

 

E attenzione… la feature è già disponibile anche negli account italiani!

Perfetto. La provo subito. Risultato: Annuncio disapprovato perché era troppo lungo!  😕 Già perché quando scrivi gli annunci dovresti tenere a mente che il  {=GLOBAL_COUNTDOWN} conta ai fini della determinazione della lunghezza degli annunci, anche se poi viene sostituito da 4 giorni.

P.s. Non serve vero che dica perché è importante dare un senso di Urgenza agli annunci.. La risposta rimane sempre Daniel Kahneman: Scarsità e Urgenza che non sono altro che le due facce della medaglia “avversione alla perdita”

Le Varianti Simili: Dimenticale

C’era una volta il “potere” dell’inserzionista sulle impostazioni di AdWords.

C’era una volta perché poi sono arrivate le campagne potenziate che, con un colpo di spugna, hanno cancellato il targeting per device. Come se davvero tablet e desktop fossero simili. Questo ha avuto il merito indubbio di stimolare la fantasia di chi il pay per click lo fa di mestiere: strane strategie di remarketing per targettizzare i device, o “sdoppiamenti di campagne” con giochetti sulle offerte. Tutte strategie che non erano/sono semplici, e oltrettutto, tutt’altro che precise. Adesso è arrivato il turno delle corrispondenze a variante simile. L’annuncio è del 14 agosto, direttamente da Inside AdWords.

Nella tab impostazioni, si potevano trovare le “opzioni di corrispondenza variante simile”. un po’ nascoste ma c’erano.

varianti-simili

Una volta (…) e ancora fino a Settembre esisteva la possibilità per l’inserzionista di scegliere se mantenere attive le “varianti simili” o se escluderle. Di default era selezionata l’inclusione, però volendo, avevamo la libertà di optare per la non inclusione, e per certe campagne era indispensabile, per esempio quando singolare e plurale hanno significati diversi, oppure quando si impostavano campagne con i tre tipi di corrispondenza.

Bene, da settembre la possibilità (=avere la libertà di scegliere) non ci sarà più. Chi ne beneficia? Google che farà ancora più cassa e il 90% degli inserzionisti, cioè quelli che non “deselezionavano nemmeno prima” e per i quali non cambierà nulla.

Cosa succederà?

  • AdWords continuerà a preferire la corrispondenza “esattamente esatta” o “esattamente a frase” alle varianti, ma come sappiamo, anche se Google la descrive come “l’eccezione”, è tutta una questione di ranking
  • L’estensione alle varianti simili non verrà applicata alle corrispondenze negative
  • Anche se usassimo l’inserimento dinamico di testo nell’annuncio, non correremmo il rischio di vedere pubblicati annunci sgrammaticati: teoricamente dovrebbero essere non approvati
  • ci sarà un incremento di clic e impressioni. Cito dalla guida

Gli annunci vengono automaticamente pubblicati per le varianti simili delle tue parole chiave per ottimizzare il potenziale di pubblicazione degli annunci per ricerche pertinenti. Le varianti simili includono gli errori di ortografia, le forme al plurale e al singolare, gli acronimi, le varianti derivate dalla stessa radice (ad esempio pavimento e pavimentazione), le abbreviazioni e gli accenti.

Ma non c’era già la corrispondenza generica modificata che assolveva a questa funzione? (la risposta è “si”)

Come “ci possiamo tutelare”?

L’unica soluzione è quella di continuare a tenere sotto stretto controllo il report sui termini di ricerca e continuare a usare le corrispondenze negative in modo massiccio.

Solo un’ultima rosservazione: nel suo annuncio Google cita solo i mispelling, non tiene conto dei singolari/plurali che hanno (spesso) intenti di ricerca diversi. Come la mettiamo con l’obiettivo di dare all’utente una esperienza di ricerca positiva e utile? Se io cercassi una lastra di granito per la tomba di un parente, di certo non voglio andare in vacanza a Graniti, ridente cittadina in provincia di Messina.

“Don’t be evil” sarà anche il mantra di Google, ma a me ogni tanto viene il sospetto che la cassa conti più dell’evil.

P.s. Matteo Zambon su Google Plus segnala questa petizione per chiedere a Google che ci ripensi  :-D. Con la “rotazione annunci” tempo fa aveva funzionato, magari funziona anche adesso.

Non sono annunci strani: sono lunghi e basta

E’ da qualche giorno che il mondo degli adwordari è in fermento, un po’ come lo yogurt (battuta: ridere). Compaiono sempre più spesso annunci lunghi, lunghissimi.

trivago

Cosa succede? Perché Trivago può scrivere la Divina Commedia e Tripadvisor solo 3 righette? E’ la teoria del complotto? No. Niente di tutto questo. E non sono nemmeno i sitelink dinamici. Di questa nuova funzionalità (i sitelink dinamici) ne ha parlato Francesco Tinti qualche giorno fa. Articolo datato 27 Luglio, Oggi è il 31 e una settimana fa Google ha annunciato il roll-out globale. Vi pare possibile che siano già arrivati in Italia??

Ma allora cos’è?

No, non è Ufo Robot 🙂 Andiamo con calma

callout

 

  1. Titolo e Prima Riga (per la “solita regola” della prima riga che ha senso compiuto e finisce con un punto,  un punto interrogativo o uno esclamativo)
  2. Seconda riga di descrizione
  3. estensioni callout
  4. estensioni di recensione
  5. estensioni social
  6. sitelink

Cosa sono le estensioni callout?

Una funzionalità in beta 😉 infatti non sono ancora disponibili in tutti gli account. Per sapere se sei un eletto, basta entrare nell’account e verificare che ci sia la tab “Labs“.

labs

Così come per le altre estensioni, sono applicabili sia a livello di gruppo di annunci che di livello di campagna. Con i sitelink condivisono la caratteristica di avere al massimo 25 caratteri, ma a differenza dei sitelink non sono cliccabili (quindi non c’è il problema delle pagine tutte diverse). In genere ne vengono pubblicati tre, come nel caso di Trivago e sono separati o da un puntino grosso o dai tre puntini.

Non ho trovato al momento grossa documentazione, ma nelle campagne in cui li ho attivati ho notato un aumento del CTR (anche per i callout abbiamo le statistiche), dovuta probabilmente a vari fattori:

  1. Percezione dell’annuncio (annuncio grande = annuncio importante).
  2. Nei callout ho messo caratteristiche specifiche del prodotto, cosa che conferma all’utente che è nel posto giusto

Tutte cose che agiscono più a livello percettivo che razionale, ma se considerate che la risposta neuronale agli stimoli avviene molto prima che ne siamo consapevoli… beh, insomma la strada dei test è lunga.

Aggiornamento

Le estensioni passano dal tab “LAB” al loro posto… cioè la tab “estensioni” e Google ne annuncia il roll-out globale